Mattentaart

Origine: La mattentaart e’ una specialità delle Fiandre (Belgio). Il nome deriva dall’ingrediente principale, il matten cioe’ del latte cagliato.Mattentaarten

Ingredienti:

1 l Latte

250 ml Latticello

100 gr Zucchero

3 Uova

1 Cucchiaino estratto mandorle

2 Sfoglie cerchi pasta sfoglia

Preparazione: In una pentola portate il latte ad ebollizione, aggiungete poi il latticello fino a quando il liquido si coagula. Versate il liquido su un canovaccio appoggiato su un recipiente e lasciate filtrare per 12 ore per ottenere la cagliata. Poi scaldate il forno a 200 gradi, imburrate una teglia e foderate il fondo con la pasta sfoglia, riponete in frigo. Separate poi le uova, montate a neve gli albumi e mischiate i tuorli con l’estratto di mandorla, la cagliata e lo zucchero.

Incorporate i bianchi montati a neve e versate il tutto nella teglia riposta in frigo. Ricoprite con l’altra pasta sfoglia. Infornate per 10 minuti, abbassate poi il forno a 175 gradi e dopo 15 minuti di cottura rialzate la temperatura a 200 gradi per 5 minuti.

E, dulcis in fundo, questo dolce e’ dedicato a: Mr Mattone che,  niente a che vedere col latte cagliato, era un aitante fiammingo giusto un po’ pesante come il nostro dolce di oggi. Sapete che si dice a proposito dei fiamminghi? Beh, che nascono con un mattone nello stomaco. Che coincidenza ( – :

In realta’ l’espressione deriva dal fatto che a loro piace costruire la loro casa con le loro mani per poi metter su’ famiglia dentro quella casa che preparano e progettano gia’ da bambini.

Quindi mentre io a 8 anni sognavo di incontrare un ragazzino come quello della Kinder, Mr Mattone – identico a quel ragazzino della publicita’ biondo con gli occhi azzurri, con la riga da un lato e le guanciotte rosa paffute – sognava di costruire una casa dove accogliere la bambina che giocava con le Barbie.

A 30 anni ci siamo trovati, io senza Barbie lui con una casa appena finita. Certo ci aveva impiegato troppo a costruire e tutte le fanciulle della sua cittadina si erano gia’ sposate. Ma lui era sicuro di poter trovare ancora la principessa da mettere nel suo castello. La voleva italiana come la ragazza del suo migliore amico, la voleva trentenne e con un lavoro fisso, la voleva brava ai fornelli e magari anche sotto lenzuola. Ed ecco che, prima ancora di fare il test sotto le lenzuola, mi ha chiesto di sposarlo cosi:

Sai, ho trenta anni. Anche tu. Sai, ho appena terminato la costruzione a mani nude della mia umile dimora (200 metri quadri tutti a tua disposizione per essere arredati). Ho voglia di sposarmi e tu fai proprio al caso mio: sei italiana – ho visto che la combinazione italiana/fiammingo funziona – sei carina, intelligente, con un lavoro stabile e sai cucinare molto bene. Che dici?

Dico che senza un anello che ti sia costato almeno due stipendi e soprattutto senza un briciolo di romanticismo… dico che tristezza vai viaaaaaaaaaaa, che altro devo di’??!!!

 

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